my photodiary (or a sort of) - thank you for being here.

"Mi sono alzato e ho lanciato un’occhiata verso l’ingresso, dove dormivo su una brandina. Su un tavolinetto lì accanto c’erano un posacenere, una sveglia Lux e qualche vecchio tascabile. Di solito andavo a letto a mezzanotte e leggevo fino a quando le righe mi si confondevano davanti agli occhi e mi addormentavo, con la luce accesa e il libro ancora in mano. In uno dei tascabili che stavo leggendo c’era qualcosa che ricordavo di aver raccontato a mia moglie. Mi aveva fatto una grandissima impressione. E’ la storia di uno che ha un incubo e nell’incubo sogna di sognare e poi di svegliarsi e vedere che c’è un uomo alla finestra della camera da letto. E’ così terrorizzato che non riesce a muoversi, quasi non ce la fa a respirare. Il tizio alla finestra guarda dentro la stanza e poi comincia a forzare la zanzariera. L’uomo che sogna è paralizzato. Vorrebbe urlare, ma non riesce neanche a prender fiato. Poi però la luna viene fuori da una nuvola e lui riconosce l’uomo alla finestra. E’ il suo migliore amico, cioè il miglior amico dell’uomo che sogna, ma quello che sta avendo l’incubo non lo conosce per niente.
Quando l’avevo raccontato a mia moglie, mi sentivo il sangue salire in faccia e mi prudeva la testa. Ma lei non aveva fatto una piega.
E’ solo letteratura, aveva detto.”

just a 30-seconds preview (of something I’m not good at doing)


Vallée d’Aoste
 
2014